10/11/2003

Tv e parolacce

Un'indagine rivela la presenza in video di volgarità ad ogni ora Al primo posto i programmi di attualità e quelli sportivi.
Gli esperti: "Bambini a rischio, controllare le fasce protette" Fra i più "corretti", Piero Angela e Maurizio Costanzo.

Tv, l'invasione del turpiloquio: una parolaccia ogni 21 minuti


ROMA 2 novembre 2003 - La parolaccia in tv è sempre in agguato. Nelle fasce protette, in ogni contenitore, ad ogni ora del giorno. Per l'esattezza, compare ogni 21 minuti. Anche se alcuni personaggi resistono strenuamente alla turpiloquio-mania, come Piero Angela o Maurizio Costanzo. Ma non solo parolacce: anche gestacci, doppi sensi ed espressioni dialettali hanno invaso il video, con conseguenze pesanti, gridano allarmati gli esperti, soprattutto sul pubblico più giovane. E' quanto risulta da un sondaggio condotto dalla società di indagini Eta Meta Research, che ha intervistato 130 esperti tra psicologi, pubblicitari e linguisti, e ha condotto un monitoraggio per individuare ogni quanti minuti viene pronunciata una parolaccia o un'espressione volgare.

Ventuno minuti, ed ecco la volgarità. Ma al pubblico non piace. E così, sette intervistati su dieci (il 73 per cento) si ribellano al linguaggio televisivo hard ed accusano: accade "per alzare l'audience". A preoccupare gli esperti sono sì "le parolacce" (58 per cento), ma anche "i gestacci" (43 per cento), le frasi piene di doppi sensi (39 per cento), e il ricorso ad "espressioni dialettali" (31 per cento). A lamentarsi delle volgarità negli sketch, e dei doppi sensi pronunciati dai comici in tv, è solo il 13 per cento.

Che le vogarità siano diffuse nell'arco di tutto il palinsesto, lo rivelano le risposte alla domanda "In che tipo di programmi ritiene essere più pericolosa la presenza di volgarità?". Gli intervistati sembrano non avere dubbi, indicando i "programmi legati all'attualità e al costume" (42 per cento), quelli "di prima serata" (27 per cento) e le "trasmissioni sportive" (24 per cento). Solo il 18 per cento ritiene pericolosi i "programmi comici e satirici" e ancora meno gli "spot pubblicitari" (16 per cento) e i telegiornali (11 per cento).

Ma veniamo agli effetti sul pubblico. Almeno, quelli potenziali. La cosa più probabile, sostiene il 43 per cento degli esperti, è che parole volgari, gestacci e insulti entrino, "sdoganati", nel linguaggio comune. C'è poi il rischio di un ulteriore impoverimento del linguaggio (28 per cento), ma anche (17 per cento) di una crescita dell'aggressività e dell'intolleranza. I più colpiti, secondo gli esperti, da questa ondata di volgarità sono i bambini e gli adolescenti, che così si "possono sentire giustificati ad avere degli atteggiamenti irrispettosi" o a "rispondere in malo modo".

Secondo la psicologa Anna Oliverio Ferraris, bisognerebbe esercitare sul linguaggio "lo stesso tipo di controllo che si esercita sulle immagini che possono o non possono essere mandate in onda in fascia protetta", quando si sa che i bambini sono davanti al piccolo schermo. E Saro Trovato, presidente di Eta Meta Research, che ha svolto l'indagine, rileva invece che "un tempo si diceva che la scuola insegnasse ai bambini le parolacce, ma ora sembra essere la televisione la vera enciclopedia della volgarità".

Dello stesso parere Marco Mignani, direttore creativo dell'agenzia pubblicitaria Euro Rscg MCM : "E' innegabile che la tv oggi sia diventata sempre più volgare, ma ancor più grave è l'effetto che può avere sui bambini".


Dalla ricerca emergono, però, anche i "personaggi anti-turpiloquio", ovvero i più politicamente corretti in quanto a linguaggio. In quanto alla Rai, al primo posto, con il 67 per cento dei consensi, Piero Angela, seguito da Virginia Sanjust di Teulada e Barbara Matera e dalle altre nuove signorine buonasera della Rai (58 per cento), e da Monica Leofreddi. Sul fronte Mediaset,si segnalano invece Maurizio Costanzo (51 per cento), ma anche il nuovo volto di Retequattro, Tessa Gelisio (43 per cento). di alexuniblog | 10/11/2003
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